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	<title>Piano Mobilità Lazio &#187; Sistema di trasporto</title>
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	<description>Il Piano dei Cittadini</description>
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		<title>Roma e provincia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 12:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piano della Mobilità]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema ferroviario]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporto Pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Costruire la Provincia Metropolitana come un sistema integrato e sostenibile nel rispetto dell'ambiente e delle esigenze del cittadino.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>La Provincia di Roma</h2>
<p>La<strong> Provincia di Roma</strong> è un&#8217;area economicamente forte, che ha conosciuto negli anni prima della crisi una fase di sensibile espansione; la sua economia svolge, infatti, un ruolo trainante per la Regione e per il Paese.</p>
<p>Tuttavia, è un&#8217;area che presenta al suo interno una sensibile disomogeneità, sia in relazione alla densità e alle dinamiche della popolazione residente, che in relazione alle caratteristiche della produzione e dell&#8217;economia. Tutto ciò comporta enormi problemi per la governabilità del territorio, dato l&#8217;enorme divario di peso economico e sociale tra la Capitale e il resto del territorio provinciale.</p>
<p>La struttura insediativa romana può essere interpretata come un <strong>sistema a più anelli</strong>:</p>
<ul>
<li>il &#8220;core&#8221; denso e sempre più economico della città compatta con prevalenze degli addetti sui residenti;</li>
<li>un più ampio anello residenziale con varie funzioni economiche;</li>
<li>un&#8217;ampia cintura verde rappresentata dall&#8217;agro romano;</li>
<li>una corona con forti funzioni residenziali rappresentata dai comuni residenziali dinamici;</li>
<li>una corona più esterna caratterizzata da esodo della popolazione e dalla presenza degli Appennini.</li>
</ul>
<p>L&#8217;obiettivo generale perseguito dal <strong>Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG)</strong> può essere riassunto nello slogan &#8220;Costruire la Provincia Metropolitana&#8221;. Questo vuol dire organizzare il funzionamento metropolitano del territorio provinciale, inteso come <strong>&#8220;sistema integrato&#8221;</strong> costituito da componenti insediative e funzionali diverse per peso, connesse tra loro in modo efficiente. Sarà necessario, inoltre comporre la dialettica tra Regione, Provincia, sistemi locali e Roma, in termini di integrazione nella diversità di ruoli e risorse.</p>
<h2>Il Comune di Roma</h2>
<p>Il <strong>Comune di Roma</strong> riveste un ruolo primario, nel territorio del Lazio, in termini di popolazione residente, imprese ed addetti, mobilità, pertanto, si è ritenuto importante analizzare i principali strumenti di pianificazione e programmazione comunale. Il sistematico incremento della domanda di mobilità e la sua stretta connessione con le <strong>dinamiche di trasformazione</strong> della società comporta che la pianificazione e l’organizzazione dei trasporti recepisca, in tempi rapidi e nel rispetto dei valori culturali ed ambientali, le esigenze dei cittadini e delle imprese.</p>
<h3>I piani in atto nella Capitale</h3>
<p>I principali piani in atto sono:</p>
<ul>
<li>il <strong>Nuovo Piano Regolatore Generale</strong> (NPRG) di Roma (2008);</li>
<li>il <strong>Piano Strategico della Mobilità Sostenibile</strong> (PSMS) (Linee d’Indirizzo, 2009);</li>
<li>il nuovo <strong>Piano Generale del Traffico Urbano</strong> (PGTU, documento di discussione 2013).</li>
</ul>
<p>Per quanto concerne il <strong>Nuovo Piano Regolatore Generale</strong> (NPRG) i principali obiettivi sono:</p>
<ul>
<li>riequilibrare le modalità del trasporto collettivo e individuale, riducendo la dipendenza dai mezzi di trasporto motorizzati individuali e spostando quote consistenti della domanda e di risorse sui servizi collettivi;</li>
<li>migliorare le condizioni ambientali, attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico, e la sicurezza dei cittadini durante gli spostamenti.</li>
</ul>
<p>La finalità principale del <strong>Piano Strategico della Mobilità Sostenibile</strong> (PSMS) è quella di contribuire a conferire un assetto ordinato ed efficace al sistema dei trasporti dell’area metropolitana romana per garantire ai cittadini un’adeguata tutela dei diritti alla mobilità, alla sicurezza e alla salute, in breve per una Mobilità Sostenibile. In tale ottica gli obiettivi quantitativi sono:</p>
<ul>
<li>migliorare l’accessibilità delle persone e delle merci all&#8217;area romana ed al suo <em>hinterland</em>, prioritariamente incrementando il trasporto pubblico;</li>
<li>ridurre l’inquinamento atmosferico ed acustico dovuti al traffico ed alla congestione;</li>
<li>garantire la tutela dei beni archeologici ed architettonici della città nonché del suo patrimonio verde;</li>
<li>migliorare la sicurezza e la qualità delle infrastrutture;</li>
<li>aumentare la conoscenza ed il rispetto delle regole.</li>
</ul>
<p>Per la realizzazione di un <strong>sistema policentrico</strong> a rete, come previsto dal nuovo PRG, non è sufficiente che in ciascuna area sia garantita la presenza di una semplice fermata del trasporto pubblico, magari collocata a marginalmente, con un treno, spesso già pieno, con frequenza di un’ora o mezz&#8217;ora.</p>
<p>È necessario analizzare criticamente le potenzialità che le Ferrovie possono offrire e rivedere gli accordi sull’organizzazione dei servizi, sul <strong>potenziamento infrastrutturale</strong> e tecnologico e sui contratti di servizio per garantire un servizio urbano di qualità, in grado di qualificarsi come elemento portante della rete dei trasporti.</p>
<p>Il nuovo <strong>Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU)</strong> suddivide il territorio comunale in sei ambiti:</p>
<ul>
<li>Zona 1 – Area Centrale Mura Aureliane;</li>
<li>Zona 2 – Anello Ferroviario;</li>
<li>Zona 3 – Circonvallazione esterna;</li>
<li>Zona 4 – G.R.A.;</li>
<li>Zona 5 – Zona extra G.R.A. e perimetrazione centri urbani;</li>
<li>Zona 6 – Acilia – Ostia.</li>
</ul>
<p>Per ciascuna zona il PGTU prevede delle specifiche azioni d’intervento tese al miglioramento delle criticità del sistema dei trasporti. Le azioni riguardano nello specifico:</p>
<ul>
<li><strong>la pedonalità</strong>: i principali interventi riguardano l’introduzione di isole ambientali e di aree pedonali nella Zona 1 e in tutto l’ambito urbano e la creazione di zone 30 (un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari per permettere una migliore convivenza tra auto, biciclette e pedoni) e di ZTPP (Zona a Traffico Pedonale Privilegiato) nelle altre zone. Uno degli obiettivi principali è la riorganizzazione della rete pedonale soprattutto a favore degli utenti deboli (es. persone con ridotta mobilità, bambini ecc.) mediante l’abbattimento delle barriere architettoniche;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>la mobilità ciclabile</strong>: attraverso un programma che mira allo sviluppo dell’intermodalità (bicicletta e trasporto pubblico), alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione all’uso della bicicletta e di piste ciclabili locali nonché alla ricucitura della rete ciclabile principale esistente;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>il sistema di trasporto pubblico</strong>: il miglioramento dell’accessibilità alle stazioni ferro; aumento della velocità commerciale; razionalizzazione della rete del trasporto pubblico. La rete di superficie sarà riorganizzata individuando una rete portante caratterizzata da affidabilità, frequenze elevate e maggiori velocità commerciali. La rete portante si attesta sui sistemi su ferro, favorendo l’intermodalità tra trasporto pubblico di superficie e trasporto metropolitano. Il sistema tranviario costituisce parte della rete portante. La restante parte della rete (rete locale) sarà costituita da linee di adduzione alla rete portante su gomma e su ferro collegando la periferia con i principali nodi di scambio delle linee principali (stazioni della metropolitana, stazioni ferroviarie dell’anello);</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>la tariffazione della sosta</strong>: uno dei principali strumenti di regolazione e gestione della domanda di spostamento nelle zone servite dal trasporto pubblico; per tale motivo il Piano prevede un sistema di azioni per l’organizzazione e la gestione della sosta tariffata teso ad incentivare al massimo la scelta del TPL e di sistemi di mobilità dolce.</li>
</ul>
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		<title>Tecnologie dell&#8217;Informazione e delle Comunicazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 12:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piano della Mobilità]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sistema di trasporto]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie ICT]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ruolo delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni nello sviluppo di un sistema di trasporto "intelligente".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sviluppo delle tecnologie dell&#8217;informazione e delle comunicazioni (ICT), che ha caratterizzato gli ultimi due decenni, ha permeato profondamente le recenti innovazioni del sistema di trasporto, definite &#8220;Sistemi di Trasporto Intelligenti&#8221; (ITS).</p>
<p>Il monitoraggio dei veicoli dotati di <strong>GPS</strong> (Sistema di Posizionamento Globale) e connessi ad Internet consente l&#8217;erogazione in tempo reale dell&#8217;informazione agli utenti e la realizzazione di sistemi dinamici per la regolazione del traffico ed il controllo delle flotte.</p>
<p>Oggi questi sistemi d’informazione e di controllo sono concepiti come un’estensione dei sistemi tradizionali.</p>
<p>In un prossimo futuro, il crescente sviluppo delle tecnologie di comunicazione, consentirà di trasferire al mondo fisico quelle caratteristiche di accessibilità e interconnessione che oggi sono un’esclusiva dell’esperienza digitale.</p>
<p>I sistemi di regolazione e controllo potranno sfruttare un monitoraggio continuo ed individuale di veicoli, oggetti ed attuatori.</p>
<p>Di seguito le principali componenti di questo processo di trasformazione:</p>
<ul>
<li>diffusione della <strong>banda larga</strong> mobile con le reti 4G/5G;</li>
<li>tecniche di identificazione e <strong>localizzazione wireless</strong>;</li>
<li>creazione di<strong> reti ad hoc tra veicoli</strong> <em>(VANET)</em> e<strong> tra oggetti</strong><em> (Internet of Things)</em> per il monitoraggio di persone, veicoli e merci;</li>
<li>sviluppo di reti integrate e di sensori multifunzione, fissi o mobili, per il controllo del traffico e dell’energia;</li>
<li>funzioni di pagamento dei servizi con <strong>tecnologia NFC</strong> (<em>Near Field Communication</em> &#8211; detta Comunicazione in prossimità) o <strong>RFID</strong> (<em>Radio Frequency Identification</em> – Identificazione a Radio Frequenza) accostando due apparecchi in prossimità;</li>
<li>la diffusione delle tecnologie faciliterà sempre più lo scambio di informazioni trasversali tra utenti <em>(<strong>crowdsourcing</strong>)</em>.</li>
</ul>
<p>Questa forma di intelligenza collettiva, potrà essere utilizzata in forma sinergica ai diversi livelli di pianificazione, progettazione e gestione dinamica del sistema, fino a realizzare un sistema di trasporto effettivamente “intelligente”.</p>
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		<title>Aspetti energetici e tecnologie della propulsione</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 11:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piano della Mobilità]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema di trasporto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sfida in atto per la riduzione delle emissioni inquinanti e il ruolo delle tecnologie per la mobilità: sistemi di trazione e combustibili.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;Italia e la riduzione delle emissioni inquinanti: una sfida in atto</h2>
<p>Il <strong>protocollo di Kyoto</strong> è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l&#8217;11 dicembre 1997 da più di 180 Paesi. Il trattato, approvato dall&#8217;Italia nel 2002, prevede l&#8217;obbligo di operare una riduzione delle emissioni di elementi di inquinamento.</p>
<p>l&#8217;Italia accettò di ridurre le proprie <strong>emissioni di gas serra</strong> nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990. I dati ufficiali a oggi però indicano un aumento delle emissioni nel paese del 12%.</p>
<p>Il consumo energetico del <strong>sistema regionale dei trasporti</strong>, e le emissioni nocive da questo derivanti, dipendono da tre fattori cruciali:</p>
<ul>
<li>dalla domanda di trasporto e dalla sua dipendenza dagli indicatori economici;</li>
<li>dalla capacità di separare la crescita economica dall&#8217;intensità di trasporto (<em>decoupling</em>);</li>
<li>dall’evitare che gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto generino un aumento della domanda non proporzionale al potenziamento della rete, tale da congestionare le infrastrutture stesse (<em>vicious circle</em>).</li>
</ul>
<h2>Il ruolo delle tecnologie in questa sfida</h2>
<p>Da un punto di vista delle <strong>tecnologie per la mobilità</strong> per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle <strong>emissioni di CO<sub>2</sub></strong> e di consumi di risorse non rinnovabili (fossili) si può intervenire attraverso l’utilizzo di:</p>
<h3>Nuovi sistemi di trazione</h3>
<p>Il così detto sistema &#8220;dentro&#8221; l&#8217;auto:</p>
<ul>
<li>elettrico con batterie BEV, realtà che si va affermando sempre più nel mercato auto;</li>
<li>elettrico con celle a combustibile FCEV;</li>
<li>ibrido, può essere considerato un&#8217;efficiente tecnologia di transizione verso l’elettrificazione dell’auto;</li>
<li>idrogeno, sebbene nell’opinione pubblica ha avuto una flessione nell’attenzione, ha però continuato il suo percorso di ricerca applicata e sperimentazione.</li>
</ul>
<h3>Nuovi combustibili e vettori energetici</h3>
<p>Il così detto sistema “fuori” dall’auto:</p>
<ul>
<li>GPL;</li>
<li>metano;</li>
<li>biocombustibili, il cui elevato costo economico è dovuto al notevole dispendio produttivo.</li>
</ul>
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