Le comunicazioni tra veicoli

di Piano della Mobilità

23/feb/2015

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Le comunicazioni dirette tra veicoli (V2V) e tra veicoli e infrastruttura (V2I) rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo di un nuovo approccio alla mobilità, che coniuga le esigenze di aumentata sicurezza con lo sfruttamento del grado di maturità che raggiungeranno le  tecnologie di comunicazione wireless.

Gli autoveicoli equipaggiati con Vehicular Ad-hoc NETworks (VANET) acquisiranno in modo sistemico autonomia comunicativa, rendendosi sempre più indipendenti dalle tradizionali reti radiomobili 4G/5G. Le entità che aderiscono alla rete, quando non in visibilità reciproca, comunicheranno tra loro grazie alla collaborazione di entità intermedie che svolgeranno un ruolo di inoltro intelligente. A partire dagli attuali standard Wi-Fi, WiMAX e IEEE 802.11p (WAVE), sarà da valutarne l’efficacia, in particolare per quest’ultimo, rispetto alle prestazioni teoriche e reali delle reti di comunicazione 5G.

Le applicazioni realizzabili in tale contesto per l’ITS beneficeranno di metodologie di ottimizzazione distribuita, grazie alla delocalizzazione dei dati e delle comunicazioni fornita dal cloud computing. Per esempio, semafori intelligenti e sistemi anticollisione faranno affidamento sulla classificazione in tempo reale delle condizioni di traffico nei pressi di un incrocio come supporto a un sistema di decisione automatica della strategia più opportuna di assegnazione delle priorità di impegno dell’incrocio (da assegnarsi a ciascun veicolo).

I sistemi multi-agente

Sistemi multi-agente e algoritmi di scheduling distribuito potranno essere impiegati per assegnare a ciascun agente (veicolo) compiti appropriati, pianificando temporalmente le azioni da svolgere, con obiettivi che vanno dalla sicurezza stradale alla minimizzazione dei consumi energetici, controllando per esempio il flusso di traffico e il numero di stop and go dei veicoli ibridi ed elettrici.

Nel contesto dell’ITS, le specifiche esigenze di monitoraggio necessiteranno in futuro dell’implementazione di soluzioni tecnologiche ad hoc. La soluzione non sarà certamente trovata nell’utilizzo di una singola tecnologia, ma nell’integrazione di diverse tecnologie hardware e software da integrarsi in modo specifico. Il paradigma che verosimilmente si affermerà sarà quello delle reti di sensori distribuiti in grado di realizzare un sistema di monitoraggio che possa essere utilizzato in modo scalabile e diffuso.

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