Ferrovia Orte-Civitavecchia

Ripristino della linea ferroviaria dismessa di collegamento tra il Porto di Civitavecchia, l’asse ferroviario 118/211TEN-T Berlino – Brennero – Palermo e Falconara; L’intervento creerà un collegamento trasversale tra Tirreno e Adriatico.

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Giovanni

1 giugno, 2016 H: 12:33

Piuttosto si sa nulla del faraonico e famigerato progetto già costato centinaia di migliaia di euro? Qualcuno ne ha notizie?

Dario Mazzalupo

17 febbraio, 2016 H: 14:10

Il consiglio regionale del Lazio all’unanimita’ ha approvato l’ODG n.380 del 12/1/2016 che inserisce la ferrovia Civitavecchia-Orte tra le OPERE DI PRIMARIA IMPORTANZA DA FINANZIARE.
Quindi, tale ferrovia deve essere spostata nel PIANO BREVE !!!

Gabriele Bariletti

18 febbraio, 2016 H: 23:09

esattamente l’OdG emanato dall’unanimità del Consiglio Regionale obbligherebbe la Giunta a deliberare in tal senso….. quindi in base a ciò il PRTML “redigendo & approvando” verrebbe adeguato…..

questo in un Paese normale.

Ma in un Paese normale avremmo una regione retta da Zingaretti – Civita – Passanisi?

forse piuttosto dal trio Lescano!

raimondo chiricozzi

1 aprile, 2015 H: 17:18

In Italia, sempre in controtendenza con le altre nazioni, ancora non vogliamo divenire civili. Quando si parla di infrastrutture in Italia si parla ancora e sempre di strade. Mi domando come mai in tutto il mondo si cerca di migliorare le ferrovie e si fanno investimenti sulle ferrovie e in Italia no. E’ una domanda alla quale non riesco a dare risposte certe. Se per caso si fanno investimenti sulle ferrovie, allora non si scelgono i piccoli interventi magari risolutivi dei problemi del trasporto ma le decisioni debbono essere per spendere molti soldi. Non riesco a comprendere perché c’è ancora qualcuno che non ritiene indispensabile per il trasporto merci la Ferrovia Civitavecchia Orte, per la quale c’è un progetto finanziato anche dall’Europa, oltre che dall’Interporto centro Italia, dall’autorità portuale e dalla Regione Lazio.Progetto fatto dall’aremol che è una partecipata FS. Il costo del ripristino della ferrovia in base a questo progetto è 450 milioni di euro. Siamo convinti e lo abbiamo detto più volte che basterebbero 200 milioni per la riapertura completa di elettrificazione e anche di allungamento del binario nelle stazioni sede di incrocio. Eppure sta li fermo. Nonostante questa possibilità concreta c’è chi pensa di far poter assolvere al problema del trasporto merci tramite i tir incolonnati uno dietro l’altra sulle strade ed in questo caso sulla superstrada o trasversale. Non vi sembra un’assurdità?

Maurizio Mazzoni

1 aprile, 2015 H: 01:47

Forza, muoviamoci tutti insieme per questo obiettivo, realizziamo questa bella ferrovia!!
Quando sarà fatta, non vorremo credere a quanto l’abbiamo aspettata!!!

marco montagnani

30 marzo, 2015 H: 19:42

quando c’è l’evidenza delle opportunità economiche e non delle parole fatue il buonsenso dei tecnici prevale sulle chiacchiere dei politici inconcludenti ed irresponsabili.

Davide Nesi

17 dicembre, 2014 H: 16:50

Di questa storica ferrovia si potrebbe avere qualche elaborato cartografico per vedere meglio il progetto inserito nella geografia del territorio? Grazie.

Dario Mazzalupo

15 novembre, 2014 H: 10:49

“Ripristino della linea ferroviaria dismessa di collegamento tra il Porto di Civitavecchia, l’asse ferroviario 118/211TEN-T Berlino-Brennero-Palermo e Falconara; L’intervento creerà un collegamento trasversale tra Tirreno e Adriatico. Tipo Intervento: NUOVA REALIZZAZIONE”
Faccio presente che ci sono delle inesattezze:
E’ una linea del 1928, non e’ una nuova realizzazione, visto che e’ un tracciato esistente e nel tronco est Capranica-Orte e’ addirittura presente l’armamento e la linea e’ temporaneamente chiusa all’esercizio. Nel tratto Civitavecchia-Decar di 4 km e’ aperta per traffico merci. SI TRATTA QUINDI DI RIPRISTINO DI LINEA FERROVIARIA.
Aggiungo che nel Progetto Italferr del 2011 sono previsti lavori per soli 33 mesi, sufficenti per la consegna del tutto il tracciato, progetto di ripristino pagato in parte dalla Regione Lazio.
Anch’io penso che la linea vada inserita nel piano breve, visto che fa parte della vertenza Thyssen di Terni, del lontano 2004.

Piano della Mobilità

18 novembre, 2014 H: 12:17

Buon giorno Dario,
per dare risposta alla tua osservazione possiamo dirti che è vero che si tratta di un ripristino, ma l’intervento richiede opere importanti e costi non arginali per questo viene considerato una nuova realizzazione.
Nel ringraziarti per la preziosa partecipazione ti porgiamo i nostri saluti la redazione.

Dario Mazzalupo

1 aprile, 2015 H: 21:13

Aggiungo che l’autorita’ portuale di Civitavecchia nel documento “report 2012/2015 ” a pagina 46 dal titolo “Piattaforma Lazio e scenari futuri” si esprime cosi':

“Il progetto di nuovo terminal container, che comprende una superficie demaniale di circa 60 ettari potra’ contare su fondali a -18 metri, e’ parte essenziale di un piu’ ampio programma relativo al Sistema Logistico dell’Alto Lazio. Il piano, per un valore complessivo di oltre 1 miliardo di euro, include una riqualificazione ed il completamento operativo dei link di connessione VIARIA E FERROVIARIA CON ORTE, il rilancio della piastra ferroviaria all’interno e all’esterno dell’area portuale e lo sviluppo delle aree industriali retrostanti lo scalo, dove individuare la zona franca. L’autorita’ portuale, insieme all’Interoporto di Verona, ha definito un protocollo d’intesa per la previsione di un unico corridoio doganale e di servizi con il Brennero, che vede quali soggetti deputati alla governance il Porto di Civitavecchia e l’Interporto di Verona.”
Inoltre ha gia’ appaltato lo studio dal titolo “Progetto preliminare nuovo fascio binari interno al porto e collegamento con la linea ferroviaria Civitavecchia-Orte”. Dall’altro lato, cioe’ all’interporto di Orte e’ stato appaltato la realizzazione dei fasci di binari e la connessione alla rete ferroviaria nazionale. Questi sono elementi sostanziali di rilievo per inserire nel piano breve questa opera.

Gianluca Di Lauro

9 ottobre, 2014 H: 19:29

La riapertura della Ferrovia Civitavecchia-Capranica-Orte, che collegherebbe ben 4 nodi ferroviari (Civitavecchia FL5, Capranica FL3, Fabrica di Roma Ferrovia Roma Nord, Orte FL1) dovrebbe stare nel “DO MINIMUM visti i finanziamenti recentemente sostenuti anche da Regione Lazio per il progetto Italferr del 2011, cofinanziato anche Unione Europea, Interporto Centro Italia di Orte e Porto di Civitavecchia.
Nel corso dell’estate 2014 il Porto di Civitavecchia ha ricevuto finanziamenti per allacciarsi alla rete ferroviaria e consentire alle merci in transito di arrivare ai corridoi ferroviari TEN-T, dunque ad Orte.
La linea tra Capranica e Orte è dotata di binari e periodicamente pesanti treni merci vi transitano, dunque, visti i tempi di percorrenza ante-chiusura 1994 di soli 40 minuti per arrivara da Capranica a Orte e viceversa con fermate a Madonna del Piano (nel centro di Capranica), Ronciglione, Caprarola, Fabrica di Roma, Corchiano, Gallese e Castel Bagnolo, perché non riaprire già dal prossimo orario ferrovario di Dicembre 2014 questo tratto di ferrovia al traffico passeggeri?

Il Piano

15 ottobre, 2014 H: 14:08

Salve Gianluca per quanto riguarda la riapertura della Ferrovia Orte-Civitaveccihia è stata inserita nello Scenario Do Everything a seguito di uno studio di fattibilità che ha rivelato tempi più lunghi per l’esecuzione dell’intervento, al momento non sono note le tempistiche.

Gianluca Di Lauro

15 ottobre, 2014 H: 14:31

studio di fattibilità?
C’è un progetto Italferr del 2011 per ripristino ed elettrificazione della linea alla realizzazione del quale ha partecipato anche Aremol, come ricordato durante l’audizione della VI Commissione Consiliare in data 25 settembre 2014 presso il Consiglio Regionale del Lazio.

Il Piano

15 ottobre, 2014 H: 16:25

Gianluca l’intervento è inserito nello scenario Do Everything, che comprende tutti gli interventi proposti nei piani e programmi esistenti ossia gli studi condotti delle varie amministrazioni che saranno sottoposti alla valutazione dei cittadini, e ci risulta non essere però ancora finanziato. Il Piano in questa fase di sviluppo ha il compito di recepire le esigenze sul territorio e di dargli priorità in base alle limitate risorse economiche disponibili. La Redazione.

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