Sistema stradale

Scenari: Sistema stradale

Stato attuale

Allo stato attuale il sistema stradale nel Lazio presenta una struttura fortemente radiale rispetto alla città di Roma.

Elementi fondamentali di questo sistema sono il Grande Raccordo Anulare (GRA) e due importanti assi infrastrutturali di livello nazionale, la A1 Milano – Napoli e la A24/A25 Roma – L’Aquila/Pescara, che si intersecano all’altezza di Tivoli e convergono sul GRA.

Nel complesso la Regione Lazio conta:

  • 8.000 Km di Strade Provinciali e Regionali;
  • 545 Km di Strade Nazionali;
  • 470 Km di Autostrade;
  • una contrazione di circa il 17% del trasporto individuale, assorbita in solo in parte (+8%) dai passeggeri – km del trasporto pubblico (periodo 2001 – 2011);
  • oltre il 60% di spostamenti privati che coinvolgono in origine o destinazione la Provincia di Roma.

Allo stato attuale l’analisi ha evidenziato fenomeni di forte congestione, localizzata prevalentemente sulla quasi totalità delle infrastrutture in ingresso a Roma, sia sulla viabilità di minore importanza sia su quella di maggiore importanza e autostradale.

Per quanto riguarda la sicurezza stradale, risultano particolarmente critiche quasi esclusivamente le strade regionali; per quanto riguarda il traffico merci, le strade che presentano criticità sono il GRA, l’A24 e la Via Pontina.

Per quanto riguarda le emissioni atmosferiche, il Lazio produce il 5% delle emissioni annue di anidride carbonica (CO2) italiane dovute al trasporto stradale.

Scenario Do Minimum

L’offerta di trasporto già realizzata e in cantiere prevede:

Scenario Do Everything

L’offerta di trasporto comprensiva anche degli interventi previsti in piani e programmi non ancora finanziati prospetta:

Le Piste Ciclabili

Nell’ottica di riorganizzare la mobilità secondo un modello sostenibile assumono un ruolo cruciale le piste ciclabili. I piani regolatori messi a punto negli ultimi anni sono:

Piano di fattibilità per lo sviluppo del cicloturismo (Regione Lazio – 2009)
Prevede la realizzazione di piste ciclabili urbane ed extraurbane, anche in un ottica di sviluppo del cicloturismo (forma di turismo praticata in bicicletta, con le varianti “treno + bici”);
Piano Quadro della Ciclabilità della Provincia di Roma (PQCP), 2012
Si pone come obiettivo principale per fare della mobilità ciclabile una modalità di spostamento capace di produrre esiti significativi sulla mobilità complessiva, pianificare una rete di percorsi protetti, a diverso livello di protezione e per intercettare diversi obiettivi di spostamento. In forme adatte ad un contesto di tipo metropolitano, dove aree ad alta concentrazione di urbanizzazione si combinano con aree ad urbanizzazione diffusa;
Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale (PQCR), 2012
Integra lo sviluppo delle infrastrutture lineari ciclabili con lo sviluppo delle infrastrutture per la sosta delle biciclette e tutte le misure, le politiche e i servizi necessari allo sviluppo della ciclabilità urbana a Roma.

Le piste che sono state realizzate fino ad oggi sono:

Scenario Do Minimum

L’offerta di piste ciclabili già messe in cantiere prevede:

Scenario Do Everything

Le principali piste ciclabili da realizzare sono:

La visione

Quali sono gli obiettivi per una visione di lungo periodo del sistema stradale nel Lazio?

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Commenti

7

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roberto

24 marzo, 2015 H: 18:44

il commento di zanella é tropp assurfo per essere vero. Io che pensavo che la mentalità di alcuni fosse venti anni indietro, sono molti di più.

andrea cuoghi

25 novembre, 2014 H: 19:25

va incentivata la ciclabilità sulle brevi distanze, tutte le ciclabili in lista non adatte altro che per il cicloturismo.
La mia proposta è creare una pista ciclabile nella strada principale di ogni quartiere.

Carlo Campanella

25 novembre, 2014 H: 17:20

Ha ragione signora zanella (se esiste) infatti 4000 morti l’anno per incidenti stradali, che tra l’altro ci costano 40 miliardi l’anno, a proposito di soldi, li ha creati tutti la bicicletta.
Cara signora zanella non proseguirò in questa mia la invito solo ad andare a leggere il CDS e troverà sotto la voce velocipidi le risposte a tutti i suoi dubbi.
Per non parlare dei benefici sulla salute certificati anche dalla OMS e chiaramente visibili sulle popolazioni dei paesi del nord Europa che la bici la usano quotidianamente.
Cordialmente C.Camp.

katia vigano

22 novembre, 2014 H: 12:20

a parte il plauso per le considerazioni della sig.ra zannella, come mai in questo onirico programma manca del tutto un programma, non dico per risolvere, ma almeno per alleviare il caos che quotidianamente si determina sulle direttici appia/tuscolana – castelli romani??

Piano della Mobilità

24 novembre, 2014 H: 09:51

Buongiorno Katia, ci teniamo a precisare che nella fase attuale nel documento sono inseriti tutti gli interventi riportati nei Piani delle Amministrazioni suddivisi nello Scenario Do Minimun (che comprende soltanto gli interventi già cantierati o, comunque, soltanto quelli già finanziati e privi di rilevanti difficoltà politiche e istituzionali) e Do Everything (che comprende tutti gli interventi proposti nei piani e programmi esistenti ossia gli studi condotti delle varie amministrazioni che saranno sottoposti alla valutazione dei cittadini ma che non hanno ancora un finanziamento certo). La partecipazione dei cittadini ha come finalità quella di rintracciare le reali esigenze sul territorio e di inserirle successivamente nel documento finale. La invitiamo a riportare su mappa (nella sezione Proposte dei Cittadini) tutti quegli interventi che secondo lei potrebbero essere risolutivi per la mobilità. La ringraziamo per la partecipazione. La Redazione.

Caterina Zannella

6 ottobre, 2014 H: 08:35

vergognosa la ciclabilità a Roma. Spero vivamente che non avvenga mai lo sperpero di soldi pubblici per pochi pazzi che possono attentare impunemente alla vita altrui.
La bici non paga tasse ma consuma il territorio e le strade che altri poi dovranno risarcire
la bici può causare incidenti e dileguarsi senza assumersene la responsabilit
La bici non è inserita nel codice della strada
La bici non ha identificazione. Per assurdo potrebbe essere incatenata ad un portone di immobile impedirne l’apertura e nessuno potrebbe dire nulla
Le bici legate ed incatenate a stazioni (vedi Bologna la più vergognosa) deturpano i luoghi ed impediscono anche ai pedoni di camminare
la bici non può essere usata da tutti ma solo al massimo dal 20% dei cittadini
la bici significa in futuro molti malati per artrosi , reumatismi e quant’altro .

Posso continuare oltre ma questo credo che basti.

Sperperare soldi di tutti per incentivare la bici è una vergogna.

andrea cuoghi

25 novembre, 2014 H: 19:31

certo,meglio sviluppare tutte le complicanze che la vita sedentaria causa ( aterosclerosi e conseguenti infarti del miocardio e ictus, diabete…) e tutte quelle da inalazione cronica da smog( patologie polmonari ostruttive croniche come l’enfisema).

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