Trasporto pubblico e passeggeri

Scenari - Trasporto pubblico

Stato attuale

Ogni anno, il trasporto pubblico nel Lazio (servizi ferroviari e su gomma, pubblici e privati) esercisce circa 340 milioni di vetture – km, trasportando circa 1,6 miliardi di passeggeri.

L’offerta maggiore è quella relativa al trasporto pubblico urbano che assorbe, in termini di vetture – km/anno, circa il 69% del totale.

Il TPL (Trasporto Pubblico Locale) urbano conta anche il maggior numero di passeggeri trasportati all’anno (circa l’85% del totale, con Roma che assorbe circa il 77% della domanda di trasporto pubblico regionale).

Le attuali tendenze regionali mostrano una crescita della domanda di spostamento con i mezzi pubblici.

Il TPL soffre tuttavia di diversi problemi dovuti, in gran parte, all’attuale organizzazione del servizio.

  • congestione quasi permanente nella Capitale e nella sua area metropolitana e sui principali centri urbani, capoluoghi di provincia;
  • sovrapposizione tra linee di trasporto pubblico e percorsi ferroviari;
  • forti ritardi;
  • costi per la collettività elevati.

Anche in termini di intermodalità passeggeri si ravvisano delle problematiche che rendono il trasporto pubblico poco appetibile. In particolare:

  • l’accessibilità al trasporto ferroviario con mezzi di trasporto pubblico su gomma è oggi un concetto poco radicato nel Lazio;
  • l’attenzione è concentrata sui parcheggi di scambio, che però incentivano l’uso dell’automobile;
  • l’integrazione tariffaria tra i servizi di trasporto pubblico non è ancora completa ed estesa a tutta la Regione;
  • le informazioni sui servizi sono spesso incomplete e poco affidabili.

Scenario Do Minimum

Gli interventi pianificati fino ad ora per risolvere tali problematiche sono:

Potenziamento intermodalità:

  • creazione di nodi di scambio gomma – ferro efficaci;
  • coordinamento degli orari del servizio su gomma con quelli del servizio ferroviario.

Potenziamento dell’infomobilità:

  • sistema di bigliettazione elettronica integrata regionale;
  • piattaforma integrata di infomobilità.

Scenario Do Everything

Gli interventi sopra descritti possono essere integrati attraverso:

  • la realizzazione di corridoi protetti e riservati per gli autobus;
  • il completamento delle azioni previste nel Piano Regionale dell’infomobilità.

La visione

Qual è la visione della Regione Lazio per lo sviluppo del trasporto pubblico e dell’intermodalità passeggeri?

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Commenti

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maurizio milan

18 febbraio, 2015 H: 18:47

Il presente commento attiene allo sviluppo del sistema di bigliettazione elettronica già disponibile in Atac e Cotral, ma da implementare e viene redatto allo scopo di indicare come, con modalità condivise tra i vari attori coinvolti, ai sensi della vigente legislazione nazionale e regionale e con attenzione allo sviluppo legislativo relativo alla evoluzione dell’Area Metropolitana, riorganizzare, implementare integrare e rendere interoperabili i SBE ed i relativi sistemi di Clearing presenti nella regione Lazio, unitamente ad altre tecnologie ITS disponibili, con riferimento alle fonti di diritto e considerando attentamente le situazioni che si sono determinate nel periodo che va dal 2000 fino ad oggi.
Ciò ai fini di creare:
a) la strumentazione tecnologica adatta a:
i. rendere coerente il ruolo oggi assegnato alla regione, nelle modalità operative che verranno decise, con i compiti alla stessa attribuiti in materia di gestione del TPL,
ii. fornire le basi dati certe, elaborate direttamente senza intermediari, necessarie alla gestione dei Contratti di Servizio stipulati con le “aziende di trasporto pubblico locale” indispensabili a verificare l’effettiva erogazione del servizio nei termini concordati, tramite il sistema di Clearing esistente ed allo scopo implementato,
iii. fornire i giustificativi necessari a consentire il pagamento del corrispettivo fissato nei Contratti di Servizio alle “aziende di trasporto pubblico locale”,
iv. garantire la verifica della intera filiera che va, anche secondo quanto stabilito dalle norme nazionali, dalla “emissione di titolo di viaggio” al “controllo di titolo di viaggio”, ai fini di rendere evidente l’importanza della lotta all’evasione tariffaria in modo da assicurare un sensibile incremento dei ricavi da mercato.
b) evolvere verso un sistema avanzato in grado di fornire un servizio integrato al cittadino che fruisce dei sistemi del TPL e degli altri sistemi di mobilità metropolitana, regionale ed interregionale;
c) valutare possibili diversi utilizzi delle carte a microchip a tale scopo dedicate verso una carta multifunzione certificata EMV, basandosi su progetti già sperimentati ed attuati nell’ambito della città di Roma;
d) traguardare, nei tempi tecnici minimi necessari commisurati alle risorse effettivamente disponibili da reperire anche in ambito comunitario, la completa dematerializzazione dei titoli di viaggio, arrivando a dotare il cittadino di un Titolo Unico Regionale (TUR) idoneo ad essere utilizzato indifferentemente ed in modo trasparente per l’utenza, per la fruizione dei servizi di TPL e degli altri servizi che si riuscirà ad associare, utilizzando a tendere, per le transazioni, esclusivamente moneta elettronica.
Quanto sopra può essere elaborato a partire dalla situazione esistente (si ricorda che esistono asset materiali ed immateriali disponibili del valore storico di oltre 40mil€) ed in modo tale di poter essere facilmente perimetrato e trasferito a futuri soggetti che dovessero nascere dalle modifiche alla L.R. n. 30 del 1998 in relazione alla finalizzazione dell’area metropolitana, con particolare riguardo ad un eventuale soggetto unico sovraordinato (Sistemi di Agenzie, soggetti consortili) con i poteri e le dotazioni necessarie a garantire il servizio prima brevemente descritto.

Paolo

28 gennaio, 2015 H: 17:03

Salve, a proposito dell’integrazione tariffaria tra i servizi di trasporto pubblico segnalo che io, pendolare da Anagni a Roma, pago la tariffa Metrebus 5 zone, ma sono costretto a pagare anche l’abbonamento per il servizio navetta (privato ma finanziato dalla Regione) per il collegamento dal paese alla stazione. Questo non incentiva il cittadino a lasciare l’auto a favore del servizio pubblico. Più ho volte segnalata l’anomalia ma non c’è stato alcun riscontro. Forse ci sono troppi interessi dietro?

Lucaro Vincenzo

10 ottobre, 2014 H: 12:00

Salve, ho letto sul giornale online Ferpress che l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Guido Improta, chiede per la nuova città metropolitana l’accesso diretto alle risorse del Fondo nazionale Trasporti. La richiesta è più che legittima, considerato che su Roma si concentra il 70 per cento del traffico dell’intera regione ma le risorse attribuite alla Capitale si fermano solo al 26 per cento.

Oggi sono le grandi città ad essere motore dell’economia e a produrre ricchezza, ma pretendere che organizzino lo sviluppo di un moderno sistema dei trasporti contando solo sulle tasse dei cittadini residenti è un evidente anacronismo. Aggiungiamo a ciò che il nostro Paese ha regole dell’Ottocento per gestire realtà che dovrebbero essere capaci di proiettarsi nel nuovo millennio: tutte le grandi metropoli hanno agenzie o organismi che coordinano gli interventi e programmano i servizi per rispondere a quella che è l’effettiva domanda di trasporto. In Italia, ognuno procede per conto suo e anzi è legittimo esprimere il dubbio che debba essere ancora la Regione a sovrintendere alla politica dei trasporti ed essere l’interlocutore dei vari soggetti.

Fa veramente ridere (per non dire peggio) che il Comune di Roma abbia la gestione dell’esercizio (cioè della circolazione dei treni) di una ferrovia come la Roma-Lido e praticamente nessuna voce in capitolo sulle ferrovie che attraversano l’area urbana, sono collegate alle metropolitane e via dicendo. E cambiare questi assetti è un’impresa che – con tutta probabilità – non riuscirà neanche al “donchisciotte” Improta, considerata la tenacia con cui ogni organismo difende le sue competenze.

Alla fine, emerge un paradosso: forse più che le provincie sarebbe stato utile concentrarsi ad abolire le regioni. Ha ragione ancora una volta Improta a sostenere che Rieti e Viterbo – in termini trasportistici – hanno maggiore interesse a collegamenti con territori come l’Abruzzo o l’Umbria piuttosto che con un capoluogo assegnatogli da una suddivisione napoleonica. Il discorso è ovviamente paradossale, ma nei paradossi spesso si nasconde la verità. Quindi la mia domanda è: a cosa servono le Regioni nel TPL? vorrei conoscere la vostra opinione su questo tema e aprire una discussione

paolo de luca

16 ottobre, 2014 H: 11:59

le argomentazione del sig. Lucaro paiono validissime.
Eppure nel Piano conoscitivo a pagg 23-24 è ben spiegato che “(in base alla riforma costituzionale detta del Titolo V) Le Regioni hanno, quindi, tutte le competenze necessarie per pianificare i trasporti a servizio del proprio territorio e per programmare gli interventi.”

Nella sostanza, occorre una buona dose di programmazione integrata

saluti,
@paolodeluca72

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