Proposta

di nicola Giampietro (Camera di Commercio di Latina)

10/mar/2015

Il Presidente della Camera di Commercio di Latina Vincenzo Zottola ricorda che Latina rappresenta la migliore ipotesi da perseguire per la scelta della Regione Lazio sull’Aereoporto

La scelta dell’Aereoporto a Latina è infatti supportata da uno Studio di prefattibilità, commissionato dall’Ente camerale, al Centro di Ricerca di Logistica e Trasporti della Facoltà di Ingegneria, Università La Sapienza di Roma, Dipartimento di Idraulica, Trasporti e Strade e presentato già lo scorso 28 febbraio 2007 nella Sala Consiglio della Camera di Commercio.
Alla presentazione dello studio erano presenti il Comune di Latina, la Provincia di Latina, oltre ai rappresentanti di Confindustria, Federlazio, Confesercenti, Confcommercio, Lega Coop e Confcooperative, della CGIL, CISL e della UGL.
Lo studio presentato ha infatti rafforzato la fattibilità del progetto di realizzazione dell’aeroporto in provincia di Latina, indicando, in modo scientifico, verificando l’esistenza di condizioni tecniche, i punti di forza della scelta a cominciare dalla vicinanza della stazione ferroviaria e per la riscontrata insussistenza di vincoli ambientali ed archeologici, quale migliore ipotesi da perseguire per la sua localizzazione l’attuale sede del “Comani”.
L’attività di studio condotta ha definito, con estrema puntualità, ricorda il Presidente di Confcommercio Vincenzo Zottola, lo scenario di riferimento con l’identificazione dei fattori di successo dell’aeroportualità minore a livello europeo, una previsione della domanda passeggeri e del cargo aereo e, quindi, una verifica degli aspetti infrastrutturali dell’aeroporto di Latina con la successiva ipotesi di prefattibilità.
Il Comani, attuale Aeroporto militare, ha inoltre un largo consenso di indirizzo a livello regionale quale nuovo polo aeroportuale, come peraltro indicato nelle Linee Guida dell’Assessorato alla Mobilità della Regione Lazio che pone l’obiettivo di soddisfare il potenziale di domanda, sviluppare le opportunità di traffico turistico e merci, di valorizzare le specializzazioni e le economie di scala.
Tale polo Aeroportuale potrebbe infatti assorbire, a fronte di una domanda complessiva di 69 milioni di passeggeri stimata per il 2020 (così indicato in un recente studio dell’ENAC), tra i 6,5 milioni ed i 13 milioni di passeggeri, considerando che la capacità degli Aeroporti di Roma arriverebbe a coprirne al massimo 56 milioni; lo scalo di Latina, pertanto, potrebbe accogliere, da subito, il traffico charter e Low Cost trasferito da Ciampino e quello turistico diretto a Roma, Napoli e tutte le località turistiche tra le due grandi mete.
Per il traffico cargo, di contro, stando alle limitate movimentazioni di merce via aerea nel Lazio, dovute alla insufficienza di servizi doganali e aeroportuali efficienti e con costi competitivi, è stata suggerita la via della specializzazione merceologica, con la realizzazione di piattaforme dedicate e/o di Business Park, così come implementato anche in altri Paesi europei (si è riportato l’esempio dell’aeroporto di Vatry specializzato nel florovivaismo).
Per la fattibilità dell’aeroporto sono state suggerite due ipotesi di lavoro: con la prima si opererebbe per un semplice allungamento della pista a 2400m, così da permettere il traffico degli aeromobili tipici delle compagnie Low Cost (es. Boeing 737/800-700-500-300, come quelli che già operano su Ciampino) ma con la limitazione che non si potrebbe procedere ad un futuro ed ulteriore allungamento della pista per la presenza dell’Appia; con la seconda ipotesi, invece, si è prospettata la possibilità di un allungamento della pista a 2400m con una rotazione della stessa di circa 10°, così da rimuovere ogni rischio archeologico dovuto alla presenza dell’Appia e garantire, nel futuro, la possibilità di un ulteriore allungamento della pista (necessario soprattutto per il traffico cargo e per lo sviluppo del traffico Low Cost di tipo intercontinentale).
Inoltre, sono state valutate, per entrambe le ipotesi, le situazioni attinenti le condizioni meteorologiche, di visibilità, di rumorosità, di compatibilità con le attività, industriali e non, esistenti e, quindi, di vincolo archeologico.
Il Presidente della Confcommercio, Vincenzo Zottola, ricorda inoltre che la scelta di Latina è motivata dal fatto che le Associazioni e le Istituzioni Locali sono tutti concordi sia sulle risultanze del lavoro presentato a suo tempo, sia per fare fronte comune a sostegno del progetto e sollecitare la Regione Lazio nel condividere quanto emerso dallo studio, ed eventualmente a rivedere posizioni che non tengano nella giusta considerazione la Provincia di Latina che oltre ad essere la seconda provincia del Lazio per abitanti è anche il secondo, dopo Roma, Sistema Turistico Locale.
Importante è inoltre considerare che la distanza tra Roma e Latina è di soli 60 km, e che con il Progetto della Super Pontina, ormai avviato dalla Regione Lazio, creerebbe le migliori condizioni anche in termini di collegamento longitudinale via gomma.
Il traffico via ferro è inoltre già garantito dalla tratta Roma- Latina , che liberata dalla Alta Velocità permette un collegamento veloce in termini di percorrenza, infatti, con scarsi 30 minuti, si sarebbe infatti dall’Aereoporto di Latina Scalo, già dotato della Stazione Ferroviaria, a differenza di altre soluzioni, a Roma Termini.
Una scelta quella di Latina, conclude Zottola, che è senza dubbio, per i motivi evidenziati, la più logica e la più praticabile nel breve periodo, rappresentando un volano per lo sviluppo dell’economia pontina, che da troppo tempo soffre per le note carenze infrastrutturali, permettendo di creare un reale, Network Aeroportuale del Lazio, con lo stesso spirito con cui oggi si promuove insieme il Sistema dei Porti del Lazio con Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.
Latina è l’unica soluzione capace di accogliere e trasferire su Roma, via gomma e via ferro, i circa 7 milioni di passeggeri previsti dalla studio.

Commenti

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Alessandro Carosi

22 marzo, 2015 H: 15:31

Forse dei vincoli archeologici ci sono considerando che lo Stesso Presidente della Camera di Commercio parla della presenza della via Appia come ostacolo alla realizzazione dell’allungamento della pista. Non so… Mi piacerebbe ascoltare cosa dicono le associazioni ambientaliste ed in difesa della salute su tale progetto.

cris

22 marzo, 2015 H: 10:17

sarebbe una scelta logica utilizzare ciò che è già esistente e distribuire il traffico aereo invece di concentrarlo su una zona ( fiumicino) creando un aeroporto mostruoso, nuove infrastrutture e la distruzione di buona parte della riserva del litorale. Sarebbe una scelta che risponderebbe alle esigenze del trsffico aereo e della mobilità, se questo è il motivo delle scelte e non quello di favorire i soliti costruttori di grandi opere

massimiliano

21 marzo, 2015 H: 23:52

In precedenti piani sulla Mobilità e trasporto della Regione era previsto che l’aeroporto di LT fosse utilizzato per i voli low cost. Esso potrebbe accogliere gli oltre 11 milioni di passeggeri anno che attualmente gravitano in FCO (6,5 milioni) e CIA (5milioni) ed essere di servizio per la zona industriale. Il trasferimento dei low cost a LT eviterebbe il raddoppio di FCO e dall’inquinamento CIA. Data la sua ubicazione e dell’infrastrutturazione di cui gode, oltre ad essere ben collegato con RM e NA, potrebbe servire il sud del Lazio ed essere anche di servizio per una parte della regione Molise e Campania. I costi (circa 15 milioni) per l’adeguamento dell’aeroporto di LT sono certamente inferiori a quelli che dovevano servire per VT (328 milioni). Lo stesso Dlgs 85/2010 favorisce l’utilizzo dell’aeroporto a fini civili.

Luca P

21 marzo, 2015 H: 18:29

L’aereoporto di Latina per accogliere i voli low cost ora quasi completamente dirottati su Fiumicino, che dovrebbe essere un Hub e quindi inadatto allo scopo, sembra essere una scelta logica e naturale.

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