Proposta

di Alessandro Troccoli

23/lug/2015

Una delle maggiori criticità della mobilità del settore orientale riguarda la mancanza di una efficace viabilità tangenziale. Questo aspetto ha ripercussioni, credo, su tutta la rete viaria della città, in quanto finisce per intasare le uniche due infrastrutture esistenti potenzialmente in grado di collegare tra loro, in modo tangenziale appunto, le radiali vie consolari: la Tangenziale Est ed il Raccordo Anulare. Prendendo atto dello stato dell’arte, cioè di una città che ha avuto uno sviluppo urbanistico certamente non ottimale, suggerisco di valutare la fattibilità di interventi sui due assi tangenziali principali esistenti: 1) via dell’Arco di Travertino – viale della Primavera – via Tor de Schiavi – viale della Serenissima – via F. Fiorentini – via dei Monti Tiburtini; 2) via di Vigna Murata – circonvallazione Tuscolana – viale Palmiro Togliatti (ed oltre l’Aniene, verso via E. Galbani – viale Kant, ..). Ritengo che sarebbe molto importante migliorare la capacità di flusso (sia TPL che privato) di questi due importanti allineamenti stradali. In particolare, in riferimento all’asse N. 2, sarebbe auspicabile l’aumento del numero delle corsie, separando, dove possibile, il traffico locale da quello a media percorrenza, inserendo alcune rotatorie al posto di incroci secondari e delocalizzando parte dei parcheggi a mezzo strada. Per quel che riguarda il TPL, sarebbe opportuno dare priorità alla realizzazione del “Corridoio della mobilità Saxa Rubra – Cinecittà – Laurentina”, da realizzarsi come metro-tranvia sul modello del Pre-metrò francese, con costi di realizzazione di almeno un ordine di grandezza inferiore a quelli di una metropolitana tradizionale. Esso infatti, intercettando le tre linee di metro, contribuirebbe ad aumentare le maglie della rete del TPL su ferro, con indubbio vantaggio per la mobilità dell’area romana tutta. La zona sud di Roma, EUR – Laurentino, è di fatto un centro direzionale, con molti uffici pubblici e privati. La zona est è a prevalente uso residenziale. Questo comporta un flusso automobilistico tangenziale da est a sud, durante le prime ore della mattina, e da sud ad est, nel tardo pomeriggio, che va a congestionare i 3 assi viari, prevalentemente ad una corsia per senso di marcia, di attraversamento del Parco dell’Appia Antica: a) via delle Capannelle – via del Casale Rotondo – via di Torricola – via di Tor Pagnotta; b) via del Quadraro – via Annia Regilla – via Erode Attico – via di Tor Carbone – via di Vigna Murata; c) via dell’Arco di Travertino – via dell’Almone – via Appia Pignatelli – vicolo della Basilica – via Appia Antica – via delle Sette Chiese / via di San Sebastiano – via Ardeatina, … C’è quindi una parte della cittadinanza che attualmente percepisce il Parco dell’Appia Antica solamente come una “barriera geografica”. Sebbene fuori dall’obiettivo di un Piano, allego un possibile tracciato di collegamento in sotterraneo, sia per il traffico automobilistico che per la tramvia protetta, tra circonvallazione Tuscolana, all’incrocio con via Tuscolana, e via di Tor Carbone, nei pressi dello svincolo via Ardeatina / via di Vigna Murata. Una rampa di accesso si potrebbe realizzare in corrispondenza della via Appia Nuova, all’altezza del quartiere Quarto Miglio / Statuario. La galleria stradale avrebbe il grande vantaggio di intercettare parte della domanda di spostamento tangenziale nord-est – sud-est, liberando al tempo stesso il Parco dell’Appia Antica dal traffico automobilistico. Il Pre-metrò avrebbe il grande vantaggio di catalizzare una parte dei cittadini che attualmente utilizzano l’automobile privata e dimezzerebbe il tempo di percorrenza per chi oggi già utilizza il trasporto pubblico dalla zona est alla zona EUR-Laurentina, passando però per il centro (sic). Inoltre si potrebbe valutare la fattibilità di una fermata intermedia in sotterraneo per l’accesso diretto ciclo-pedonale al meraviglioso tracciato dell’Appia Antica, ad uso dei cittadini e dei turisti. Per quel che riguarda il tratto in superficie su viale P. Togliatti, adeguate compensazioni ambientali sono ovviamente da considerare negli eventuali casi di abbattimento o sostituzione di alberature. A tal proposito mi permetto di suggerire di cominciare a discutere sull’opportunità di piantare pini sul bordo delle strade. Infatti, come è noto, i pini hanno una crescita delle radici molto veloce e prevalentemente orizzontale, che va ad interferire dopo poco tempo con le opere di urbanizzazione (marciapiedi, strade, pali, semafori, ..) danneggiandoli profondamente e costringendo quindi a maggiori costi di manutenzione (o, in mancanza di manutenzione, al degrado e alla pericolosità su strada). Ringrazio per lo spazio offerto e mi scuso per l’intervento non esattamente centrato sul tema Piano mobilità Regione Lazio (e per la scarsa sintesi). Tuttavia ritengo che la mobilità dell’area metropolitana romana possa essere migliorata anche attraverso molteplici interventi “minori”, purché sinergici, sul trasporto pubblico, privato e ciclo-pedonale.

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