Proposta

di Alessandro Troccoli

20/lug/2015

Una delle maggiori criticità della mobilità del settore orientale riguarda la mancanza di una efficace viabilità tangenziale. Questo aspetto ha ripercussioni, credo, su tutta la rete viaria della città, in quanto finisce per intasare le uniche due infrastrutture esistenti potenzialmente in grado di collegare tra loro, in modo tangenziale appunto, le radiali vie consolari: la Tangenziale Est ed il Raccordo Anulare. Prendendo atto dello stato dell’arte, cioè di una città che ha avuto uno sviluppo urbanistico certamente non ottimale, suggerisco di valutare la fattibilità di interventi sui due assi tangenziali principali esistenti: 1) via dell’Arco di Travertino – viale della Primavera – via Tor de Schiavi – viale della Serenissima – via F. Fiorentini – via dei Monti Tiburtini; 2) via di Vigna Murata – circonvallazione Tuscolana – viale Palmiro Togliatti (ed oltre l’Aniene, verso via E. Galbani – viale Kant, ..). Ritengo che sarebbe molto importante migliorare la capacità di flusso (sia TPL che privato) di questi due importanti allineamenti stradali.
In particolare, in riferimento all’asse N. 1, sarebbe auspicabile aumentare il numero delle corsie, separando, dove possibile, il traffico locale da quello a media percorrenza e inserendo alcune rotatorie al posto di incroci secondari (es. su via Tor de Schiavi). Sarebbe auspicabile anche de localizzare i parcheggi a centro strada, per esempio attraverso la realizzazione di parcheggi sotterranei. Quest’ultimo aspetto potrebbe diventare l’occasione per mettere in sicurezza in modo sistematico parte della rete sotterranea di ex cave di pozzolana e tufo, ampiamente diffuse in questa zona di Roma, i cui crolli delle relative volte determinano la formazione improvvisa di voragini su strade (anthropogenic sinkholes), per loro natura molto pericolose e foriere di disagi alla circolazione per i conseguenti lunghi lavori di messa in sicurezza.
Sebbene fuori dall’obiettivo di un Piano, allego un possibile tracciato di collegamento in sotterraneo tra via dell’Arco di Travertino, all’incrocio con via Tuscolana, e viale della Primavera, all’incrocio con via Casilina. Solamente un tratto minore sarebbe da realizzarsi attraverso uno scavo in sotterraneo, mentre la maggior parte del percorso potrebbe essere rappresentato da una galleria artificiale, magari riutilizzando anche la “tagliata” degli anni ’30 (attualmente catalizzatore di notevole degrado). Si riuscirebbe in questo modo a dirottare il traffico automobilistico di attraversamento del quartiere di Tor Pignattara, che attualmente grava soprattutto sulla via omonima e su alcune strade secondarie assolutamente inadatte allo scopo (che invece potrebbero entrare a far parte dell’auspicabile GRAB – Grande Raccordo Anulare delle Bici).
Ringrazio per lo spazio offerto e mi scuso per l’intervento non esattamente centrato sul tema Piano mobilità Regione Lazio. Tuttavia ritengo che la mobilità dell’area metropolitana romana possa essere migliorata anche attraverso interventi piccoli (come questi suggeriti), purché sinergici, sul trasporto pubblico, privato e ciclo-pedonale.

Commenti

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Gianni Verdini

3 agosto, 2015 H: 16:16

Questo intervento è realizzabile in quanto da quelle parti è già presente una struttura costruita molti anni fa (ma ancora esistente, pur se inutilizzata) per la ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone. Riattivarla sarebbe perfetto, invece di sopprimere tratte senza criterio come si sta facendo in questo periodo.

ettore

21 luglio, 2015 H: 17:44

Condivido pienamente, ed aggiungo la proposta di realizzazione di un asse stradale che colleghi l’Eur/Tintoretto a Viale della Primavera bypassando sotto terra sia la Caffarella che l’aeroporto/parco di centocelle che di fatto creano l’isolamento del settore Tuscolano con Prenestina ed Eur.

Marco Paparella

20 luglio, 2015 H: 16:16

Io penso che il tuo commento sia ottimo per due ragioni validissime:Roma ha quasi tre milioni d’abitanti e tenendo conto che il Lazio ne ha circa 5,5 milioni,occuparsi della mobilità di Roma è occuparsi di buona parte del Lazio;la zona interessata attira molti pendolari che provengono dall’area dei Castelli e della Pontina,quindi migliorare tale zona porterebbe benefici non solo agli abitanti di quel quadrante di Roma,ma a tutti quei pendolari che ogni giorno arrivano per motivi di lavoro o altro.
Poi,io sarei per puntare il massimo investimento sul potenziamento delle ferrovie dei Castelli e s’una metropolitana leggera che dal quadrante sud di Roma arrivi a Pomezia ed Ardea(soprattutto per evitare quello scempio della Pontina bis),ma ovviamente è necessario anche un rinnovamento dell’asse viario per rendere questa città e questa Regione degna d’essere vissuta.

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