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	<title>Piano Mobilità Lazio &#187; Roma</title>
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	<description>Il Piano dei Cittadini</description>
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		<title>Mobilità sostenibile per il Lazio</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 08:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ing. Adriano Alessandrini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilità Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporto Pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[La mobilità è sostenibile se soddisfa le esigenze del nostro presente senza compromettere quelle delle future generazioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2774" src="https://www.pianomobilitalazio.it/wp-content/uploads/pml-mobilitasostenibilleperillazio.jpg" alt="Mobilità sostenibile per il Lazio" width="765" height="365" /></p>
<p>La commissione delle Nazioni Unite su sviluppo e ambiente del 1987 (Commissione Bruntland) definì lo sviluppo sostenibile come:</p>
<blockquote><p>&#8220;lo sviluppo che soddisfa le necessità del presente senza compromettere le capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie necessità&#8221;.</p></blockquote>
<p>In altre parole è sostenibile quello sviluppo che coniuga economia, ambiente e società, ossia che non impedisca, anzi promuova, la crescita economica aumentando la sicurezza dei cittadini, la possibilità per tutti di accedere ai servizi senza esclusioni di censo, sesso o religione, e soprattutto senza depredare risorse naturali e inquinare l&#8217;ambiente.</p>
<p>Trasponendo il concetto di sviluppo sostenibile sulla mobilità si può dire che è sostenibile quella mobilità che favorisca lo sviluppo economico, garantendo al contempo a tutti i cittadini indistintamente accessibilità ai servizi e minimizzando i costi sociali e quelli ambientali.</p>
<p>L&#8217;esempio della Provincia di Roma mostra invece come esistano ancora oggi alcune criticità riguardo alla sostenibilità del sistema di trasporto, ben sintetizzate dagli indicatori che seguono:</p>
<ul>
<li>ogni singolo cittadino della provincia di Roma spende in media 260 ore ogni anno seduto in macchina in coda;</li>
<li>nel 2008 nella provincia di Roma ci sono stati 22 636 incidenti stradali con feriti che hanno provocato 313 morti e 30 529 feriti;</li>
<li>i 4 milioni di abitanti della provincia di Roma (dati della Regione Lazio aggiornati al primo gennaio 2013) possiedono 3,6 milioni di veicoli (incluse auto, moto, motorini e veicoli pesanti secondo i dati Aci aggiornati al 31 dicembre 2012) pari a circa 0,9 veicoli a testa e li tengono parcheggiati in media il 92% del tempo.</li>
</ul>
<p>Questi indicatori, letti poi in chiave infrastrutturale, indicano come la Provincia di Roma e la Regione Lazio (di cui la Provincia di Roma ospita 4 milioni di residenti su 5,5) perdano di competitività economica per l&#8217;eccessivo tempo speso in coda, in potenziale umano per problemi di sicurezza stradale e in spazio consumato da veicoli sottoutilizzati.</p>
<p>Tutto questo senza ancora affrontare il deficit ambientale di sostenibilità. Ratificando nel 2002 il protocollo di Kyoto l&#8217;Italia accettò di ridurre le proprie emissioni di gas serra nel periodo 2008 – 2012 del 6,5% rispetto al 1990. I dati ufficiali a oggi però indicano un aumento delle emissioni nel paese del 12%.</p>
<p>Il consumo energetico del sistema regionale dei trasporti e le emissioni nocive da questo derivanti dipendono da diversi fattori, quali:</p>
<ul>
<li>dalla domanda di trasporto e dalla sua dipendenza dagli indicatori economici;</li>
<li>dalla capacità di separare la crescita economica dall&#8217;intensità di trasporto (<em>decoupling</em>), o almeno dalle esternalità che questa causa;</li>
<li>dall&#8217;evitare, nel lungo termine, che gli investimenti in infrastrutture di trasporto causino ulteriori aumenti di domanda ed il ritorno della congestione delle infrastrutture (<em>vicious circle</em>).</li>
</ul>
<h2>Ma come risolvere le attuali criticità?</h2>
<p>Sicuramente da un lato incentivando l&#8217;utilizzo del trasporto pubblico rispetto a quello privato, dall&#8217;altro favorendo l&#8217;impiego di nuove tecnologie, come quelle dell&#8217;automazione dei veicoli, e adottando i più moderni sistemi di infomobilità in grado di rendere più efficienti i servizi a chiamata e simili.</p>
<p>Non dimenticando infine il fattore umano. Solo educando gli automobilisti ad un comportamento più “eco” si potranno risparmiare quote significative tempo, combustibili ed emissioni.</p>
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		<title>Sistemi urbani</title>
		<link>https://www.pianomobilitalazio.it/il-prmtl/scenari-di-riferimento/sistemi-urbani/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2014 08:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piano della Mobilità]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Intermodalità]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema urbano]]></category>

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		<description><![CDATA[Riqualificazione, potenziamento e intermodalità come elementi portanti della mobilità nei sistemi urbani laziali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Regione Lazio</strong> è caratterizzata dal <strong>sistema urbano di Roma</strong> che domina per estensione, popolazione, attività economiche e per interscambi con le altre aree della regione. Sia il <strong>Piano Regolatore Generale</strong>, sia il <strong>Piano Strategico della Mobilità Sostenibile</strong> (PRG e PSMS) prevedono un sistema insediativo di tipo policentrico a rete per il quale la ferrovia è chiamata a svolgere la funzione di elemento portante della rete dei trasporti.</p>
<p>I Piani Territoriali Provinciali Generali (PTPG) hanno come obiettivi comuni:</p>
<ul>
<li>riqualificazione e valorizzazione dei tessuti urbani e contenimento delle espansioni;</li>
<li>qualità e sostenibilità ambientale;</li>
<li>specializzazione e sviluppo delle funzioni;</li>
<li>efficienza del sistema della mobilità.</li>
</ul>
<p>Le azioni principali dei Piani Territoriali Provinciali Generali sono:</p>
<ul>
<li><strong>potenziamento dell&#8217;intermodalità</strong> sull&#8217;intera provincia e in generale sull’intera regione;</li>
<li><strong>trasformazione delle ferrovie regionali</strong> in vere e proprie metropolitane regionali;</li>
<li><strong>parcheggi d&#8217;interscambio</strong> presso le stazioni ferroviarie: non saranno limitati ai terminali delle metropolitane, ma diffusi in corrispondenza di ogni stazione ferroviaria dell’area metropolitana per raccogliere i pendolari nel luogo più prossimo alle loro residenze, in modo da evitare il congestionamento delle strade di accesso in città;</li>
<li><strong>interscambio della ferrovia con i servizi su gomma</strong> della COTRAL e degli altri TPL: dovrà essere associata una ristrutturazione dei servizi COTRAL che spesso, attualmente, costituiscono duplicazioni del sistema ferroviario.</li>
</ul>
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<h2>La visione</h2>
<p>La visione per la mobilità nei sistemi urbani nel Lazio prevede un ruolo attivo del trasporto pubblico e delle città.</p>
<p><a class="button" title="Sistema logistico e trasporto merci: la visione" href="https://www.pianomobilitalazio.it/ilpiano/visione/sistemi-urbani/">Scopri di più »</a></p>
</div>
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		<title>Livello locale: il Lazio e l&#8217;Italia a confronto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 12:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piano della Mobilità]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Invecchiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[PIL]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Tasso di mortalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Crescita demografica, invecchiamento della popolazione, disoccupazione e alto tasso di motorizzazione fanno del Lazio uno scenario particolare.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Demografia</h2>
<p>Il Lazio occupa 17.236 kmq di territorio italiano con una popolazione residente pari a circa 5.557.280 abitanti (dato al 1/1/2013) di cui circa il 73% nella Provincia di Roma.</p>
<p>La <b>crescita demografica</b> totale della regione degli ultimi dieci anni è stata costantemente positiva, con un incremento medio annuo pari all&#8217;1,1%.</p>
<p>I comuni che hanno registrato le percentuali più alte di aumento demografico (oltre il 50%) sono quelli a ridosso della Capitale come Fiumicino, Pomezia, Guidonia Montecelio, Fiano Romano, Capena e Ardea. Tale fenomeno è dovuto ad uno spostamento di popolazione da Roma verso l’esterno. Il Comune di Roma ha registrato, comunque, un lievissimo aumento percentuale.</p>
<h2>L&#8217;invecchiamento della popolazione</h2>
<p>Le statistiche mostrano una <strong>previsione di aumento demografico</strong> dovuto alla forte tendenza migratoria. Tra il 2004 e 2011:</p>
<ul>
<li>l&#8217;<strong>indice di vecchiaia</strong>, ossia il grado di invecchiamento della popolazione ha subito un aumentato di 9 punti percentuali (rapporto tra la popolazione con età superiore a 65 anni e la popolazione tra 0 e 14);</li>
<li>l&#8217;indice di <strong>dipendenza strutturale</strong> (rapporto tra popolazione non attiva e quella attiva) aumentato di 2,8 punti percentuali;</li>
<li>dalle indagini è emerso, inoltre, che la popolazione tende a invecchiare, soprattutto nelle province di Rieti, Frosinone e Viterbo.</li>
</ul>
<h2>Il PIL</h2>
<p>Il valore del PIL (prodotto interno lordo) pro-capite a livello regionale (29.400 euro) supera quello medio italiano (26.000 euro), grazie al solo risultato di Roma (32.100 euro), a fronte di valori molto inferiori nelle altre province.</p>
<p>La crisi economico &#8211; finanziaria ha prodotto tra il 2007 e il 2009 una <strong>riduzione del PIL del Lazio</strong> del 4,9% (a prezzi costanti) <strong>inferiore alla media nazionale</strong> (-6,6%), accompagnata tuttavia da una minore capacità di ripresa. La crisi sembra aver ampliato la distanza tra l&#8217;economia capitolina e quella degli altri territori, considerando che soltanto Roma presenta una pur leggera crescita del PIL pro capite (+1,4%), mentre tutte le altre province registrano variazioni negative.</p>
<h2>L&#8217;occupazione</h2>
<p>Il <strong>tasso di occupazione</strong> regionale è cresciuto tra il 2004 e il 2008 per poi subire un decremento e un ritorno al valore del 2004. La provincia con il più alto tasso di occupazione è Roma, dal 2004 al 2012 il tasso si è mantenuto sempre al di sopra del 60%. La provincia di Frosinone ha il tasso più basso pari al 48,6%.</p>
<p>La struttura produttiva dei diversi territori evidenzia una più forte vocazione terziaria a Roma (ormai prevalente in tutte le province), più industriale nel basso Lazio e più &#8220;tradizionale&#8221; nell&#8217;area settentrionale, con un tessuto di piccole e medie imprese attive sia nel settore primario sia in quello industriale.</p>
<h2>Motorizzazione e tasso di mortalità</h2>
<p>Il Lazio ha un valore del <strong>tasso di motorizzazione</strong> del 7% più elevato della media nazionale (88,6 veicoli ogni 100 abitanti contro 81,2), con valori superiori alla media nazionale in tutte le province.</p>
<p>Relativamente al <strong>tasso di mortalità</strong> per incidenti stradali, si hanno in linea generale valori lievemente <strong>peggiori delle medie nazionali</strong> a livello sia regionale, sia provinciale sia di capoluogo di provincia. Nel confronto con le altre capitali europee, Roma mostra di avere valori assoluti dei morti per incidenti molto elevati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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