Attivazione della procedura di Pre-Clearing per il porto di Civitavecchia

di Ing. Andrea Campagna

10/nov/2014

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Il 20 agosto 2014 l’Agenzia italiana delle Dogane, in collaborazione con il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ha comunicato l’attivazione della procedura di Pre-Clearing presso il porto di Civitavecchia (Roma) per il traffico container.

La procedura di Pre-Clearing permette agli operatori di trasmettere il manifesto di carico di merci provenienti dall’estero e destinate all’importazione fino a 36 ore prima dell’arrivo previsto della nave, consentendo alle dogane e alle altre autorità interessate di anticipare l’analisi dei rischi e di rilasciare, prima dell’arrivo in porto, il via libera alle merci o l’indicazione di visita.

Tale procedura è capace di rendere più competitivo il commercio e la logistica portuale dell’Italia che, pur giocando un ruolo strategico per il traffico nazionale, alla luce della sua posizione geografica nel bacino del Mediterraneo, risultano essere molto sottotono rispetto al loro potenziale. Per raggiungere infatti una elevata competitività e reintegrare il paese nella rete transeuropea dei trasporti occorre investire in una pianificazione a breve e lungo termine.

La prima, a partire dalle infrastrutture esistenti, interessa una serie di soluzioni che sono state identificate per aumentare l’attrattività dei porti italiani, attraverso l’adeguamento di quelle immateriali con lo scopo di ridurre i tempi e i costi di import-export e di diminuire la congestione dello spazio limitato a disposizione per lo stoccaggio di merci; una caratteristica peculiare dei nostri porti storici.

Quelle a lungo termine invece riguardano l’adeguamento delle infrastrutture portuali (fondali, banchine, terminali contenitori e ro-ro, collegamenti stradali e ferroviari) utili ad ampliare di concerto l’offerta intermodale e la razionalizzazione dei porti.

Alcune implementazioni della procedura sono comunque già state effettuate in Italia, in particolare nei porti di La Spezia e Genova, individuando i seguenti vantaggi:

  • riduzione del tempo di permanenza dei container nel porto, con conseguente riduzione dei costi;
  • maggiore precisione nella tempificazione delle consegne, grazie ad una pianificazione tempestiva della logistica portuale per il ritiro dei contenitori.

In particolare, a La Spezia lo stoccaggio medio dei contenitori è passato da 5,5 a 3,5 giorni e a Genova da 5 a 4 giorni.

Ci si aspetta che l’attivazione del Pre-Clearing a Civitavecchia, sollecitata del resto dalle case di spedizione, possa rendere il transito dei contenitori più fluido, diminuendo sostanzialmente la variabilità dei tempi di resa. A rafforzare l’effetto del Pre-Clearing, è in corso l’attivazione in via sperimentale di un Corridoio Controllato Doganale tra il porto di Civitavecchia e l’Interporto di Orte, mediante la piattaforma telematica nazionale UIRnet.

La sperimentazione avviene nell’ambito del progetto europeo FUTUREMED, coordinato dalla Regione Lazio e che vede tra i partner l’Autorità Portuale di Civitavecchia. In un futuro non troppo remoto, l’efficienza del porto nella sua funzione di “porta di accesso” regionale sarà accresciuta, a supporto del trend di crescita positivo del traffico contenitori.

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