Automazione stradale

di Piano della Mobilità

13/apr/2015

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L’automazione dei veicoli stradali, tecnicamente possibile già da diversi anni e oggi già legale in 4 stati americani (Nevada, Florida, DC, e California), promette grandi benefici in termini di sicurezza stradale (si stima che il 90% degli incidenti avvengano per errore umano), capacità delle strade (i migliori “riflessi” del pilota automatico consentono in principio di tenere distanziamenti più bassi in completa sicurezza), congestione (a parità di numero di veicoli e di capacità delle strade) e ambiente (il deflusso su strade meno congestionate è meno dispendioso in termini energetici e le ridotte distanze ad alta velocità consentono risparmi per “effetto scia”).

Inoltre l’automazione rende possibili e convenienti dei sistemi di trasporto pubblico innovativi con notevoli vantaggi, soprattutto nelle zone a domanda debole, rispetto al TPL convenzionale: maggiore capillarità, e qualità e comfort simile all’autovettura.

Sebbene molti dei benefici possibili siano da verificare, l’automazione avrebbe profondi effetti sull’economia, sulle infrastrutture e sullo stile di vita. Basti pensare a quanto cambierebbe l’accessibilità di un aeroporto con l’automazione: l’esigenza di parcheggi scenderebbe notevolmente, ma si dovrebbe ingrandire la zona “taxi”.

Per giungere alla completa automazione del veicolo stradale ci sono due modi alternativi:

  • la prima che ambisce ad automatizzare l’autovettura introducendo sistemi di ausilio alla guida sempre più complessi fino a rendere inutile il guidatore;
  • la seconda, invece, parte dai sistemi di trasporto guidati già completamente automatizzati ma operanti in ambiti ristretti e ambisce a impiegarli progressivamente in zone sempre più estese della città.

L’esempio più rilevante del primo modo sono le Google Cars che hanno riportato in auge il concetto dell’autostrada automatica dopo i tentativi abbandonati del consorzio California Path negli ultimi anni 80. Da allora tutti i costruttori di automobili parlano di automazione come punto di arrivo dei sistemi ACC (Advanced Cruise Control).

L’agenzia governativa americana NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha quindi realizzato una scala con quattro livelli di automazione che liberano progressivamente il conducente dalle funzioni di “controllo”. Già a livello 3 è richiesto al conducente solo un “occasional control” e nel quarto può non essere a bordo.

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Sono state realizzate diverse roadmaps che prevedono in momenti differenti “il livello 4”. La maggior parte di esse lo collocano in un orizzonte ventennale, prevalentemente influenzate dai costruttori di automobili che vogliono risolvere il problema della responsabilità degli incidenti e delle loro conseguenze economiche prima di mettere in commercio la tecnologia.

D’altro canto Sergey Brin (uno dei due fondatori di Google) ha dichiarato in un’intervista all’Economist che Google metterà sul mercato la sua tecnologia di livello 4 entro il 2018.

La seconda strada è portata avanti da un gruppo di ricercatori e di aziende a livello europeo (tra cui il CTL, prominente fra queste, essendo coordinatore del progetto CityMobil2) che ha inanellato una serie di progetti di ricerca e dimostrazione e comincia a vedere i primi sistemi implementati in maniera permanente.

I progetti europei CityMobil e CityMobil2 (e prima di loro altri che li hanno preceduti) hanno organizzato (il primo) e stanno organizzando (il secondo) dimostrativi in sedi urbane tesi proprio a mostrare al pubblico e agli addetti ai lavori come tali sistemi siano ormai pronti per essere realizzati.

 

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