Interporti, terminali e piattaforme logistiche

di Piano della Mobilità

11/mag/2015

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Le tendenze in atto vedono la crescente presenza sul mercato di operatori privati, il cui mercato è in crescita, favorito anche dalla politica tariffaria di Trenitalia, principale impresa ferroviaria italiana, che va nella direzione di una crescita delle tariffe e quindi di prezzi ancor meno competitivi per i potenziali clienti.

La previsione di una ripresa dell’intermodale terrestre (gomma-ferro) sul traffico internazionale è realistica se il trend continua. Le imprese italiane dell’autotrasporto internazionale, già sofferenti per la crisi e per la concorrenza dei vettori europei, dovrebbero convertire gradualmente parte della propria attività dalla lunga distanza all’intermodale.

Un aspetto particolare del trasporto intermodale è costituito dalle Autostrade del Mare. Civitavecchia manifesta tendenze positive e visti gli interventi di miglioramento dell’accessibilità del porto in corso d’opera, si ritiene che il mercato possa ulteriormente crescere. Questo dipende dal trend economico positivo della Turchia, ma anche da una ripresa economica della sponda africana del mediterraneo.

Interporti, terminali e piattaforme logistiche

Le componenti infrastrutturali del sistema logistico di supporto alle tre funzioni sono interporti, terminali e piattaforme logistiche.

Si definisce Interporto un «complesso organico di infrastrutture e di servizi integrati di rilevanza nazionale gestito da un soggetto imprenditoriale che opera al fine di favorire la mobilità delle merci tra le diverse modalità di trasporto, con l’obiettivo di accrescere l’intermodalità e l’efficienza dei flussi logistici» (fonte: Ministero dei Trasporti).

Il terminale è un impianto per l’interscambio delle unità di carico tra almeno due modi di trasporto.

Una piattaforma logistica è un’area di movimentazione e stoccaggio delle merci, finalizzata a supportare aree produttive (stoccaggio dei prodotti per l’invio verso i centri distributivi), o aree di consumo (distribuzione).

  • L’impianto che attualmente svolge la funzione di terminale è quello di Pomezia – Santa Palomba, gestito da SGT. Nella rete nazionale degli interporti (UIR) vengono classificati l’interporto di Orte e quello di Frosinone.
  • L’interporto di Orte è realizzato in parte. Ha avviato le attività nel 2012 (magazzini gomma-gomma) e risulta in fase di appalto per quanto riguarda la realizzazione dei binari ferroviari e del secondo lotto di magazzini. L’interporto ha attivato il servizio di dogana.
  • L’interporto Romano di Fiumicino è adiacente all’aeroporto di Fiumicino e, ad oggi, ospita corrieri e vettori stradali. Non si conosce la previsione in merito allo sviluppo del previsto terminale ferroviario. Il progetto definitivo dello svincolo sull’autostrada A12 della viabilità di adduzione all’Interporto di Fiumicino è stato approvato per via ordinaria. Il soggetto aggiudicatore è la Regione Lazio.
  • L’interporto di Civitavecchia – Piattaforma Logistica ha un magazzino raccordato (il raccordo non è tuttavia operativo) e lavora prevalentemente come magazzini doganali a temperatura controllata per gli approvvigionamenti delle navi da crociera per il porto di Civitavecchia.

Non si riscontrano avanzamenti per il previsto interporto di Roma-Est a Tivoli e per l’interporto di Frosinone. La società di gestione di quest’ultimo ha pubblicato un bando di gara (G.U. 5a Serie Speciale-Contratti Pubblici n.11 del 29/01/2014) per l’affidamento in concessione della progettazione esecutiva, costruzione e successiva gestione dell’infrastruttura dell’interporto previa acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta.

Rimane anche in sospeso il cosiddetto Centro Intermodale del Tevere a Montelibretti, previsto dal contratto di programma tra Ministero dei Trasporti e RFI (2011), anche se senza copertura finanziaria. L’opera dovrebbe costare 85 Mln di Euro, sostituire lo scalo di San Lorenzo di Roma, e dovrebbe estendersi per 25 ettari. La struttura sarebbe divisa in tre aree: una per i magazzini, un fascio di otto binari dedicato a carico/scarico autocarri, «autostrada viaggiante», parcheggi e palazzina dipendenti, infine, un fascio di 14 binari (ulteriori 10 in seconda fase) per gli arrivi e le partenze dei treni.

In sostanza, in merito agli interporti, nello scenario Do Minimum al 2030, senza considerare i programmi, vedrebbe presente solo Pomezia Santa Palomba e Orte. A questi si aggiungerebbero i terminali ferroviari di Roma Smistamento, Gaeta, Latina Scalo, Piedimonte, Anagni, Aprilia, Ferentino.

Lo scenario di riferimento al 2030 riportato in figura mostra diverse piattaforme, già operative a oggi o in via di completamento. Alcune sono dotate di raccordo ferroviario.

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