L’area romana: una realtà congestionata

di Piano della Mobilità

26/gen/2015

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L’indice di congestione dell’area romana è al quinto posto in Europa (TomTom Congestion Index 2012). Peggio di noi sono Istanbul, Varsavia, Marsiglia e Palermo. D’altra parte i cittadini romani scelgono negli spostamenti il meno peggio e così facendo in larga parte privilegiano l’autovettura.

È stato osservato ormai da molto tempo che la densità residenziale influenza l’uso dell’autovettura e i consumi di carburante: alte densità determinano minore uso dell’auto e minori consumi e viceversa. Purtroppo l’area romana è sottoposta da decenni ad un fenomeno di urbanizzazione periferico, disperso nei piccoli centri, nelle aree rurali, a bassa densità. I primi trenta Comuni della provincia di Roma hanno avuto una crescita media del 35% tra il 2001 – 2011, contro l’8% della Provincia e il 2,8% di Roma.

Con questo sviluppo residenziale suburbano qualsiasi programma a livello della città è purtroppo inadeguato, occorre un coordinamento con la Regione per un forte controllo dello sviluppo residenziale, commerciale e produttivo. Le nuove strade o l’allargamento di quelle esistenti, come il GRA, l’A24 o la Roma Fiumicino, in un ambiente urbanizzato e in continua crescita servono ad accogliere il traffico generato dal nuovo sviluppo e ad alimentarlo.

L’indice di mobilità nel mondo

La società internazionale di consulenza Arthur D. Little, insieme all’UITP – Associazione Internazionale del Trasporto Pubblico Mobility, ha valutato le prestazioni di 84 città del mondo con un indice di mobilità.

Il calcolo dell’indice è basato su 19 criteri tra i quali la quota degli spostamenti sul TPL, la densità di strade, le emissioni. L’indice varia da 0 a 100. Il massimo di 100 punti si ottiene se la città risponde al meglio a ciascun criterio. Lo studio ha trovato la maggior parte delle città inadeguate per affrontare le sfide future, ma con ancora un notevole potenziale per migliorare.

La riporta Figura 1 i valori dell’indice per le 84 città esaminate raggruppate in tre classi sotto la media, nella media e sopra la media. Nel gruppetto di testa, che però raggiunge un indice inferiore a 60, si distinguono Hong Kong, Stoccolma e Amsterdam.

Lo studio indica come l’integrazione tra i sistemi di mobilità regionali rimane ancora molto bassa. In particolare è necessario un maggior allineamento tra strategie di mobilità regionali, e le soluzioni adattate ai contesti locali, rispettando  le relative autonomie e responsabilità.

Roma ha un indice molto basso rispetto alle città europee più performanti tutte con un indice al di sopra di 52. Lisbona con 41,3, Roma con 40,9 e Atene con 40,0 sono nella fascia bassa della media. I problemi romani sono il livello di motorizzazione e di inquinamento elevato.

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Figura 1
Fonte : Arthur D. Little Urban Mobility Index 2.0.

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